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CRITICA DELLA RAGION PURA

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  Il filosofo tedesco Immanuel Kant pensava che la filosofia, fino a quel momento, non avesse un vero e proprio criterio per distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Per questo motivo, secondo lui, era necessario cercare un fondamento sicuro e oggettivo per la metafisica. Nella sua opera più importante, Critica della ragion pura , Kant analizza le possibilità e i limiti della conoscenza umana. Lo fa studiando le fonti da cui nasce la conoscenza, la sua estensione e i suoi confini. Si tratta quindi di una sorta di “autocritica” della ragione: la ragione esamina se stessa, diventando sia giudice che imputato. Kant si pone domande fondamentali: com’è possibile conoscere? Quali sono le condizioni che rendono possibile la conoscenza? È possibile una metafisica come scienza? Secondo lui, per rispondere a queste domande bisogna analizzare i tipi di giudizi che utilizziamo nel pensiero. Esistono due grandi categorie di giudizi: Giudizi analitici a priori: in questi il predicato è già...

IMMANUEL KANT

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  IMMANUEL KANT   Il pensiero di Immanuel Kant trasformò radicalmente la filosofia, che da quel momento fu concepita come un’indagine critica, grazie all’inversione del rapporto tra soggetto e oggetto all’interno del processo conoscitivo. Kant può essere descritto come una persona dalla vita estremamente regolare, quasi abitudinaria, e molto diversa da i filosofi moderni che viaggiano spesso. Fu noto per la sua puntualità e per l’ordine metodico con cui conduceva le sue giornate. Questa disciplina era probabilmente influenzata dalla fede pietista della madre, un orientamento religioso severo che promuoveva una condotta morale rigorosa e devota. La sua produzione filosofica si può suddividere in due fasi principali: quella antecedente al criticismo e quella critica vera e propria. Durante il primo periodo, Kant si dedicò allo studio delle opere razionaliste ed empiriste, che lo spinsero a mettere in discussione la validità della metafisica tradizionale. In questo contesto scris...

IL SIGNORE DELLE MOSCHE

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  "Il signore delle mosche" (1963) – Adattamento cinematografico del romanzo di William Golding Diretto dal regista britannico Peter Brook, Il signore delle mosche è un film del 1963 che prende spunto dall’omonimo romanzo scritto da William Golding nel 1952 e pubblicato per la prima volta nel 1954. Questa pellicola fu presentata in concorso alla sedicesima edizione del Festival di Cannes. A distanza di quasi trent’anni, nel 1990, ne fu realizzato un rifacimento con lo stesso titolo, diretto da Harry Hook. Trama La vicenda si svolge in un’ipotetica realtà alternativa, ambientata nel 1984, durante un conflitto nucleare su scala globale. Un aereo militare che trasporta un gruppo di ragazzi inglesi, evacuati da una zona colpita dalla guerra, si schianta nei pressi di un’isola remota e disabitata a causa di una violenta tempesta. Inizialmente sembrano esserci solo due sopravvissuti: Ralph, un ragazzo sveglio e carismatico, e un compagno sovrappeso soprannominato "Bombolo...

DAVID HUME

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 DAVID HUME David Hume, filosofo scozzese del XVIII secolo, fu un importante esponente dell'empirismo e visse dopo pensatori come Hobbes e Locke. Il suo obiettivo era rifondare la filosofia e la "scienza dell’uomo" partendo dalla consapevolezza dei limiti della ragione. Secondo lui, il vero progresso nella conoscenza dipende dall’esperienza e dalla natura umana, non da sistemi razionali astratti. Per questo, Hume dava più importanza all’osservazione e all’eloquenza che al ragionamento puro. Hume distingueva tra impressioni (percezioni vive e dirette) e idee (copie sbiadite delle impressioni). Le idee, secondo lui, derivano sempre da impressioni precedenti. Di conseguenza, tutte le idee astratte della metafisica, che non si basano sull’esperienza, sono prive di valore e senza fondamento reale. Le idee si uniscono tra loro grazie a un principio di associazione, che segue tre criteri: somiglianza, contiguità (vicinanza nel tempo o nello spazio) e relazione di causa ed effett...

LOCKE

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JOHN  LOCKE   Immaginiamo che la mente sia come una tavola vuota, priva di qualsiasi segno, senza alcuna concezione. Come può essa acquisire idee? La risposta è semplice: tramite l’esperienza. (Locke, Saggio sull’intelletto umano) Il teorico del pensiero liberale Locke, oltre a essere il fondatore dell’empirismo, è anche riconosciuto come il principale esponente della filosofia liberale e democratica moderna. Le sue riflessioni politiche, principalmente raccolte nei Due trattati sul governo civile, pubblicati anonimamente nel 1690, ebbero una grande influenza in tutta Europa, specialmente tra gli illuministi francesi, e influenzarono i padri fondatori della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti (1776) e della Costituzione (1787). Il primo dei Due trattati sul governo civile è scritto con l’intento di confutare la posizione sostenuta da Robert Filmer nel suo lavoro Il Patriarca, o il potere naturale dei re. Filmer giustificava il potere assoluto del re, sostenendo...

THOMAS HOBBES

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                                                                THOMAS HOBBES  Hobbes ha vissuto in un periodo caratterizzato da grandi conflitti e turbolenze in Inghilterra ed è un fermo sostenitore dell’assolutismo monarchico, ovvero la teoria che attribuisce al re, in virtù di un diritto divino, un potere senza limiti. Il filosofo ha sperimentato in prima persona le dinamiche dell’individualismo e della violenza che l’essere umano è capace di scatenare, descrivendo queste esperienze nelle sue opere. In queste, Hobbes afferma anche di essere “un fratello della paura”. Sua madre lo ha partorito prematuramente a causa del terrore che provò quando apprese della minaccia dell’Invincibile Armata, la flotta spagnola di Filippo II che nel 1588 si dirigeva verso l’Inghilterra p er contrastare l’espansione marittima inglese e per c...

CARTESIO IL DUBBIO IPERBOLICO

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          CARTESIO  VITA -> René Descartes, conosciuto in Italia come Cartesio, nacque nel 1596 a La Haye, una località situata nella regione francese della Touraine. Dopo aver completato gli studi presso il collegio di La Flèche, nel 1616 conseguì la laurea a Poitiers in diritto civile e canonico. Nel 1618 si arruolò come volontario in uno dei due eserciti francesi stanziati a Breda. Tra il 1620 e il 1625, compì una serie di viaggi, tra cui una visita in Italia, per poi stabilirsi a Parigi dove rimase fino al 1628. A partire dal 1629, si trasferì nei Paesi Bassi, dove visse per molti anni dedicandosi interamente alle sue ricerche. Nel 1649, su invito della regina Cristina di Svezia, Cartesio si trasferì a Stoccolma, dove morì a causa di una polmonite nel febbraio del 1650. Cartesio mirava a rinnovare radicalmente il sapere, partendo dalle fondamenta. Nel Discorso sul metodo, presenta la sua concezione della ragione, che definisce come “buon senso”, una ...