LOCKE

JOHN LOCKE

 Immaginiamo che la mente sia come una tavola vuota, priva di qualsiasi segno, senza alcuna concezione. Come può essa acquisire idee? La risposta è semplice: tramite l’esperienza. (Locke, Saggio sull’intelletto umano)


Il teorico del pensiero liberale

Locke, oltre a essere il fondatore dell’empirismo, è anche riconosciuto come il principale esponente della filosofia liberale e democratica moderna. Le sue riflessioni politiche, principalmente raccolte nei Due trattati sul governo civile, pubblicati anonimamente nel 1690, ebbero una grande influenza in tutta Europa, specialmente tra gli illuministi francesi, e influenzarono i padri fondatori della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti (1776) e della Costituzione (1787).


Il primo dei Due trattati sul governo civile è scritto con l’intento di confutare la posizione sostenuta da Robert Filmer nel suo lavoro Il Patriarca, o il potere naturale dei re. Filmer giustificava il potere assoluto del re, sostenendo che fosse un diritto ereditario derivante da Adamo, che Dio aveva designato come sovrano di tutta l’umanità. Locke, utilizzando la ragione critica, smonta questa teoria e mostra l’irrazionalità di assimilare il potere politico a quello paterno.


Stato di natura e contratto sociale

Nel Secondo trattato, Locke esprime la sua visione politica in modo completo. Descrive lo stato di natura come una condizione ipotetica iniziale in cui si trovano gli esseri umani prima di formare associazioni e essere regolati da leggi scritte. Anche altri filosofi come Spinoza e Hobbes avevano discusso di questa fase, considerandola un periodo in cui gli individui vivono seguendo solo i propri istinti, senza leggi e in una continua lotta reciproca. Locke, tuttavia, ha una visione ottimistica della natura umana, ritenendo che gli individui dello stato di natura non siano asociali o privi di moralità, ma piuttosto esseri ragionevoli. Essi seguono una legge morale razionale che proviene direttamente da Dio e garantisce il rispetto di tre diritti fondamentali e inalienabili: vita, libertà e proprietà. Per Locke, lo stato di natura non è un periodo di caos, ma una condizione in cui una legge razionale assicura una vita tranquilla e armoniosa, stabilendo i limiti della libertà individuale in modo che non interferisca con quella degli altri.


Commenti

Post popolari in questo blog

CARTESIO IL DUBBIO IPERBOLICO

DAVID HUME