CRITICA DELLA RAGION PURA
Nella sua opera più importante, Critica della ragion pura, Kant analizza le possibilità e i limiti della conoscenza umana. Lo fa studiando le fonti da cui nasce la conoscenza, la sua estensione e i suoi confini. Si tratta quindi di una sorta di “autocritica” della ragione: la ragione esamina se stessa, diventando sia giudice che imputato.
Kant si pone domande fondamentali: com’è possibile conoscere? Quali sono le condizioni che rendono possibile la conoscenza? È possibile una metafisica come scienza?
Secondo lui, per rispondere a queste domande bisogna analizzare i tipi di giudizi che utilizziamo nel pensiero.
Esistono due grandi categorie di giudizi:
- Giudizi analitici a priori: in questi il predicato è già contenuto nel soggetto (es. “Il triangolo ha tre lati”). Sono validi sempre e per tutti, ma non ci danno nuove informazioni, quindi non fanno avanzare la conoscenza. Sono tipici del razionalismo.
- Giudizi sintetici, che si dividono in:
- A posteriori: si basano sull’esperienza e ci forniscono nuove conoscenze, ma non sono universali né necessari. Sono propri dell’empirismo.
- A priori: uniscono novità e universalità. Questo tipo di giudizi è usato nella scienza moderna (come in Newton), perché aggiunge conoscenza pur non dipendendo dall’esperienza.
Kant rivoluziona la filosofia. Come Copernico aveva cambiato il modo di vedere l’universo, anche lui propone un cambiamento radicale: non è la mente a doversi adattare al mondo, ma è il mondo ad essere conosciuto secondo le strutture della nostra mente.
Per Kant, il soggetto partecipa attivamente alla conoscenza. Studia quindi gli elementi a priori, cioè presenti nella mente prima dell’esperienza. Questa analisi prende il nome di indagine trascendentale.
Una delle grandi domande che Kant si pone è: come è possibile la conoscenza scientifica?
La risposta è che noi possiamo conoscere gli oggetti solo in quanto essi sono strutturati dalla nostra mente, secondo forme a priori. Nasce così la teoria della conoscenza a priori, che spiega come sia possibile una scienza fondata su basi solide, grazie a condizioni che rendono possibile la conoscenza stessa.
In questo modo, il pensiero kantiano punta a costruire una conoscenza di secondo livello, cioè una riflessione sui presupposti della scienza.
Critica della ragion pura – Struttura dell’opera
L’opera è un trattato complesso che studia il funzionamento della ragione. Si divide in due parti principali:
- Dottrina degli elementi – studia le componenti della conoscenza.
- Dottrina del metodo – spiega come le conoscenze devono essere organizzate.
La Dottrina degli elementi è a sua volta suddivisa in:
- Estetica trascendentale: studia la sensibilità, cioè la parte della conoscenza che riceve le informazioni;
- Logica trascendentale: analizza il pensiero, cioè l’attività dell’intelletto.
La Logica trascendentale comprende due sezioni:
- Analitica trascendentale: analizza le categorie dell’intelletto, cioè i concetti puri con cui pensiamo;
- Dialettica trascendentale: studia l’uso della ragione e i suoi errori quando va oltre l’esperienza.
L’Estetica trascendentale
Kant spiega che la conoscenza comincia sempre dall’esperienza, ma non dipende solo da essa. Esistono forme a priori della sensibilità, che sono spazio e tempo.
L’essere umano riceve i dati dai sensi (parte passiva della conoscenza), ma li organizza con queste due forme (parte attiva).
- Lo spazio è la forma con cui percepiamo ciò che è fuori di noi (il mondo esterno). È un’intuizione pura, indipendente dall’esperienza. Per questo la geometria è possibile come scienza a priori.
- Il tempo è la forma con cui percepiamo ciò che accade dentro di noi (pensieri, emozioni). È condizione di ogni esperienza, quindi ancora più fondamentale dello spazio. Anche l’aritmetica si basa sul tempo.

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